La teiera incrinata di Alfonso Dell'Accio  Edizioni Bookabook

TRAMA

Dopo una relazione finita male, Giada prende una decisione che la allontana dalla famiglia, più attenta all’apparenza che alla verità, e la costringe a costruirsi un equilibrio fragile.
Leo ha trentacinque anni, lavora sottopagato in un bar e vive ancora con i genitori, in un rapporto fatto di silenzi, aspettative mancate e di una distanza che non riesce a colmare.
I loro destini si incrociano quando Leo decide di andare a vivere da solo e diventa coinquilino di Giada: due solitudini che si riconoscono e provano a sostenersi. A questo equilibrio precario si aggiunge Stefano, una presenza ambigua, capace di avvicinare e confondere, mettendo in discussione ciò che entrambi credono di desiderare.


RECENSIONE

<<Una storia lunga. Avevo un fidanzato, un mutuo… Poi le cose sono cambiate velocemente. E altrettanto velocemente ho dovuto trovare un posto. Tornare dai miei sarebbe stato inconcepibile! Un giorno magari te ne parlerò>>. Disse con un sorriso malinconico.

Dopo aver lasciato il fidanzato e la casa che condividevano, Giada preferisce procurarsi da vivere come escort piuttosto che tornare da una famiglia che è sempre stata più attenta alle apparenze che ai suoi sentimenti. Per questo, Giada fugge; per sopravvivere altrimenti sarebbe sopraffatta dalle aspettative dei suoi genitori.

Leo ha conseguito il diploma di liceo scientifico e non ha mai concluso gli studi universitari in Lettere, preferisce lavorare sottopagato in un bar piuttosto che ascoltate le lamentele dei genitori sul denaro. Inoltre, i suoi genitori sono molto rigidi dal punto di vista morale e non hanno mai veramente accettato la sua omosessualità. Per questo Leo non si sente mai abbastanza per nessuno.

Quando il suo contratto diventa a tempo indeterminato, Leo prende la sofferta decisione di lasciare la casa dei genitori per vivere finalmente da solo e, a quel punto, la sua strada si incrocia con quella di Giada, che cerca un coinquilino per dividere le spese.

Giada e Leo si comprendono perché ognuno vede riflesse nell’altro le proprie angosce e le proprie incertezze. Tra loro non hanno bisogno di fingere.

Ciao, mi chiamo Stefano e ho trentadue anni. Ho visto il tuo annuncio e sembra interessante… Quando sei libera per un incontro? Potrei passare domani nel tardo pomeriggio. Fammi sapere se per te va bene. Ti lascio foto e contatti come richiesto.

Poi arriva Stefano che guarda oltre il lavoro di Giada, oltre l’orientamento sessuale di Leo. Stefano potrebbe essere la loro ancora di salvezza ma, forse, anche lui ha difficoltà a superare certe barriere morali, e finisce per confondere Giada e Leo su ciò che vogliono, o credono di volere davvero.

Quella teiera che, pur incrinata, continua a resistere è per Giada il simbolo che, nonostante tutto, si può andare avanti seppur fragili.

Ma è davvero un equilibrio stabile?

Con uno stile lineare e scorrevole l’autore ci conduce nelle vite dei suoi personaggi e ci regala una storia forte e potente, che emoziona e fa riflettere. Non giudica, non compatisce ma ci mostra una verità scomoda: quanto male può fare una famiglia che non include e non comprende.

L’autore non addolcisce la pillola, racconta di debolezze e delusioni e non fornisce soluzioni. Lascia che i suoi personaggi agiscano e scelgano la loro strada. La vita, infatti, non è fatta da esseri perfetti che fanno sempre la scelta giusta, ma da esseri imperfetti e fragili che magari usano il corpo come scudo contro le emozioni, o che si portano dietro per sempre certe mancanze emotive che non supereranno mai, o lo faranno solo con grande difficoltà.

Ho iniziato la lettura e non sono riuscita a staccarmi da Leo, Giada e Stefano chiedendomi se la teiera avrebbe retto anche all’ennesimo scossone…

Vi piacciono le storie che scavano dentro e non ti abbandonano nemmeno a fine lettura?

 


 

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