Dopo una relazione
finita male, Giada prende una decisione che la allontana dalla famiglia, più
attenta all’apparenza che alla verità, e la costringe a costruirsi un
equilibrio fragile.
Leo ha trentacinque anni, lavora sottopagato in
un bar e vive ancora con i genitori, in un rapporto fatto di silenzi,
aspettative mancate e di una distanza che non riesce a colmare.
I loro destini si incrociano quando Leo decide
di andare a vivere da solo e diventa coinquilino di Giada: due solitudini che
si riconoscono e provano a sostenersi. A questo equilibrio precario si aggiunge
Stefano, una presenza ambigua, capace di avvicinare e confondere, mettendo in
discussione ciò che entrambi credono di desiderare.
<<Una storia lunga. Avevo un fidanzato,
un mutuo… Poi le cose sono cambiate velocemente. E altrettanto velocemente ho
dovuto trovare un posto. Tornare dai miei sarebbe stato inconcepibile! Un
giorno magari te ne parlerò>>. Disse con un sorriso malinconico.
Dopo aver lasciato il fidanzato e la casa che
condividevano, Giada preferisce procurarsi da vivere come escort piuttosto che
tornare da una famiglia che è sempre stata più attenta alle apparenze che ai
suoi sentimenti. Per questo, Giada fugge; per sopravvivere altrimenti sarebbe
sopraffatta dalle aspettative dei suoi genitori.
Leo ha conseguito il diploma di liceo scientifico e
non ha mai concluso gli studi universitari in Lettere, preferisce lavorare
sottopagato in un bar piuttosto che ascoltate le lamentele dei genitori sul
denaro. Inoltre, i suoi genitori sono molto rigidi dal punto di vista morale e
non hanno mai veramente accettato la sua omosessualità. Per questo Leo non si
sente mai abbastanza per nessuno.
Quando il suo contratto diventa a tempo indeterminato,
Leo prende la sofferta decisione di lasciare la casa dei genitori per vivere
finalmente da solo e, a quel punto, la sua strada si incrocia con quella di
Giada, che cerca un coinquilino per dividere le spese.
Giada e Leo si comprendono perché ognuno vede riflesse
nell’altro le proprie angosce e le proprie incertezze. Tra loro non hanno
bisogno di fingere.
Ciao, mi chiamo Stefano e ho trentadue
anni. Ho visto il tuo annuncio e sembra interessante… Quando sei libera per un
incontro? Potrei passare domani nel tardo pomeriggio. Fammi sapere se per te va
bene. Ti lascio foto e contatti come richiesto.
Poi arriva Stefano che guarda oltre il lavoro di
Giada, oltre l’orientamento sessuale di Leo. Stefano potrebbe essere la loro
ancora di salvezza ma, forse, anche lui ha difficoltà a superare certe barriere
morali, e finisce per confondere Giada e Leo su ciò che vogliono, o credono di
volere davvero.
Quella teiera che, pur incrinata, continua a resistere
è per Giada il simbolo che, nonostante tutto, si può andare avanti seppur
fragili.
Ma è davvero un equilibrio stabile?
Con uno stile lineare e scorrevole l’autore ci conduce
nelle vite dei suoi personaggi e ci regala una storia forte e potente, che
emoziona e fa riflettere. Non giudica, non compatisce ma ci mostra una verità
scomoda: quanto male può fare una famiglia che non include e non comprende.
L’autore non addolcisce la pillola, racconta di
debolezze e delusioni e non fornisce soluzioni. Lascia che i suoi personaggi
agiscano e scelgano la loro strada. La vita, infatti, non è fatta da esseri
perfetti che fanno sempre la scelta giusta, ma da esseri imperfetti e fragili
che magari usano il corpo come scudo contro le emozioni, o che si portano
dietro per sempre certe mancanze emotive che non supereranno mai, o lo faranno
solo con grande difficoltà.
Ho iniziato la lettura e non sono riuscita a staccarmi
da Leo, Giada e Stefano chiedendomi se la teiera avrebbe retto anche
all’ennesimo scossone…
Vi piacciono le storie che scavano dentro e non ti
abbandonano nemmeno a fine lettura?

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