Bologna, estate del
1935. Gli abitanti dei dintorni di Strada Maggiore sono riuniti per un funerale
quando le urla disperate di una donna annunciano che il conte Perdisa, sua
moglie e il figlioletto giacciono riversi nel sangue nel salone del loro palazzo.
A occuparsi del caso, per ordine dei ras della
città, sarà il maresciallo Vittorio Righi dei Reali Carabinieri. Reduce della
Grande Guerra, sensibile alla miseria delle classi inferiori, consapevole
dell’impossibilità di contrastare la popolarità del Duce, Righi ha scelto
l’esercizio della giustizia come unica soddisfazione dei propri ideali.
Affiancato dai fidi Ciro e Otello, non esiterà a scavare nei bassifondi come
nelle ville in collina, svelando un mondo di prostituzione, gioco d’azzardo,
droga e pratiche magiche.
RECENSIONE
Una nuova avvincente serie di #giallistorici ambientati
nella #Bologna degli anni Trenta con protagonista il maresciallo Righi.
Bologna, estate 1935. L’estate in città è sconvolta
dall’uccisione dei conti Perdisa e del loro figlioletto Giovanni, avvenuta in
modo violento nella loro villa in città. Mentre va avanti la propaganda del
regime fascista volta a preparare la conquista dell’Etiopia, il ras della città
affida le indagini a Vittorio Righi, maresciallo dei Reali Carabinieri.
Righi è un uomo
colto, un padre affettuoso e un marito attento. Tiene in grande considerazione
l’opinione della moglie Anita, con cui è solito fare il punto della situazione
al rientro, nell’intimità della sua casa. E da qualche tempo può avvalersi
anche dell’aiuto di un misterioso amico, Jacopo, che condivide le sue idee.
Righi, infatti, non è un fascista ma è consapevole del fatto che il momento
storico non è adatto per opporsi al Duce e per questo si impegna per i suoi
ideali di giustizia tenendosi lontano dalla politica.
Le indagini porteranno il maresciallo Righi nel mondo della
prostituzione e del gioco d’azzardo, gli faranno toccare con mano la miseria
dei contadini, sottopagati e sfruttati dai padroni, ma non smetterà di indagare
anche quando il magistrato sembrerà convinto di aver trovato il colpevole tra
gli oppositori del regime.
Molto belle ed accurate le descrizioni di Bologna negli anni
Trenta, frutto di un’intensa e appassionata attività di ricerca e ricostruzione
storica da parte dell’autrice. La città, quindi, è essa stessa protagonista con
i suoi portici, le sue botteghe, le sue luci e le sue ombre. La lettura è
scorrevole grazie allo stile fluido dell’autrice e ai dialoghi ben costruiti.

Commenti
Posta un commento