Lara ha imparato presto cosa
significhi essere abbandonata: prima sua madre, poi la spensieratezza
dell’infanzia, ora sua sorella, consumata da una malattia crudele. Il suo mondo
è fatto di sacrifici e rinunce e di un nipote, Enea, che ha bisogno di lei più
di chiunque altro.
Il lavoro in un poliambulatorio è solo un mezzo per andare avanti, fino a
quando non incontra Antonio Mancini, un medico che, come lei, ha imparato a
nascondere le proprie vergogne e che non riesce a perdonarsi. Due anime ferite,
due vite che si sfiorano tra silenzi carichi di peso e verità taciute.
Lara e Antonio scopriranno che il dolore condiviso può unire quanto dividere.
Si può amare davvero, se prima non si impara a
perdonarsi?
<<Anna lo sapeva, sapeva che sua
sorella era ferita e che quella bambina che non voleva le calze, stava ancora
cercando di capire perché era stata abbandonata. E ora la stava lasciando anche
lei a causa dello stesso maledetto male>>.
Anna e Lara sono sorelle e hanno subito, ancora
giovanissime, la perdita della madre a causa di un male incurabile. Lara era
ancora una bambina all’epoca e aveva vissuto la perdita della madre come un
grave abbandono. Solo la presenza della sorella l’aveva aiutata, ma ora anche
Anna soffre dello stesso male ed è allo
stadio terminale della malattia.
Con loro vive anche Enea, il figlio dodicenne di Anna.
Lara comprende perfettamente quello che sente il ragazzino, perché sono gli
stessi sentimenti che aveva provato anche lei, ma nonostante ciò, non è capace
di lasciarsi andare e di mostrargli il suo affetto. Troppo forte ancora il
dolore per la perdita della madre e per la malattia della sorella.
Il lavoro come segretaria in una clinica privata le
consente di avere mezza giornata libera per occuparsi della sorella e del
nipote.
Antonio è uno dei medici della clinica, è un
cardiologo taciturno e affascinante. Lara capisce subito che qualcosa lo
tormenta e sente che ciò la attrae verso di lui.
Lara e Antonio, due anime su cui il dolore e il
rimpianto hanno steso un velo che li allontana dai loro simili.
<<Eppure, con Lara, il suo
atteggiamento era diverso, Una forza oscura sembrava impossessarsi di lui,
spingendolo ad alzare barriere, a trincerarsi dietro un’apparente freddezza.
Non riusciva a comprendere come quella donna, così apparentemente fragile,
potesse rimanere così composta di fronte alla sua scortesia, alla sua durezza.
Era come se lei possedesse una forza interiore che lui aveva perso da
tempo>>:
Per un breve istante le vite di Lara e Antonio, di
Anna ed Enea si incrociano. Per un breve istante sembra che i sentimenti
positivi possano svelare le loro anime. Io, da inguaribile romantica, l’ho
sperato intensamente.
Ci sarà il lieto fine per le loro anime tormentate?
Riuscirà l’amore a togliere il velo del rancore, del
dolore e della vergogna?
Non è detto che nella vita debba esserci sempre il
lieto fine, ma non è nemmeno da escludere che la vita stessa riesca, in qualche
modo, a sistemare le cose. Quindi il lieto fine c'è sempre...
L’autrice ci racconta una storia dolorosa, di cadute e
di rinascita, di malattia e di abbandono ma lo fa con delicatezza, attraverso i
suoi personaggi. E questi sono tratteggiati in maniera attenta, fino a renderli
talmente umani da avere voglia di abbracciarli e consolarli.
Ringrazio l’autrice per avermi proposto la lettura del
suo libro che consiglio a chiunque voglia emozionarsi attraverso una storia
intensa e profonda.

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