Piemonte e misteri - Tra risaie, risotti e risate è una raccolta di racconti che mescola realtà storica, superstizioni e casi inspiegabili, guidando i lettori attraverso storie che uniscono tradizione e immaginazione. Un viaggio tra leggende, cronaca e folklore nel cuore del Piemonte, raccontato con ironia, curiosità e un pizzico di inquietudine. Un libro che intreccia mystery, thriller comico e narrativa popolare, perfetto per chi ama i racconti capaci di sorprendere e incuriosire.
Il
professor Secondo Misticotto, brillante docente in pensione, e sua
moglie Adriana (per tutti la Dri) trascinano il lettore tra documenti
ingialliti, battibecchi ironici e indagini insolite. Dai campi avvolti nella
nebbia tra Villata e Casalvolone fino al licantropo di Boca, ogni episodio
prende spunto da un fatto reale (o quasi), riletto con lo sguardo curioso di
chi cerca l’invisibile nel quotidiano. Tra fantasmi, ipnosi, sparizioni
inspiegabili e sette religiose, il libro accompagna chi legge in un viaggio
dove la domanda resta sempre aperta.
Ad
arricchire il volume, racconti di fiction mistery ambientati negli stessi
luoghi e appendici finali che distinguono miti, leggende e superstizioni,
offrendo anche curiosità linguistiche e storiche.
Recensione per il blog tour organizzato da
@ultime_dai_libri che ringrazio, insieme all’autore, per avermi permesso di
partecipare a questa iniziativa.
<<Le leggende sono il ponte perfetto
tra storia e immaginazione. Dentro di loro c’è sempre un seme di verità, che si
mescola al folklore e lo trasforma in racconto>>.
Con il suo nuovo libro, @lucascopitteri ci porta in
Piemonte alla scoperta di misteri e leggende, di storie che si tramandano in
famiglia, che si raccontano al bar o che qualcuno ha sentito raccontare da
altri.
Non si tratta di un vero e proprio saggio e neppure di
una cronaca storica rigorosa, ma è una chiacchierata o, meglio, un viaggio tra
fatti realmente accaduti diventati leggenda, fatti verosimili di cui non si ha
certezza o esperienze a cui non si riesce a dare spiegazione logica.
La nostra guida sarà il professor Secondo Misticotto,
insegnante di storia in pensione che ha deciso di dedicare il suo tempo a
raccogliere le storie che si raccontano in famiglia o tra amici “tra un
tagliere di salumi e un bicchiere di Dolcetto”. A fargli da spalla sua moglie
Adriana, la Dri, che con la sua lingua tagliente ci regala anche momenti ironici
e divertenti.
Il professor Misticotto ci racconta di misteri e
leggende e, in alcuni casi, interviene a chiarire un concetto oppure ad
esternare un suo punto di vista e questo, secondo me, rende la lettura molto
coinvolgente.
<<Cambia la cornice, ma il quadro
non muta. Siamo passati dal sacro al cosmico, ma restiamo, in fondo, esseri
spaventati in cerca di un senso. … Perché ogni epoca crea i propri mostri, ma
più che dire chi sono, ci rivelano ciò che siamo noi>>-
Così, tra masche, lupi mannari, diari che spariscono,
vecchi rituali e case infestate, si sente l’apprensione suscitata dall’ignoto,
ma si riflette anche sul senso di certi misteri che forse non vogliono davvero
essere spiegati ma solo raccontati.
D’altra parte, in ogni epoca e in ogni luogo, l’essere
umano ha cercato di dare un senso all’ignoto in base alle conoscenze di cui
disponeva. Così, nelle epoche in cui predominava il senso religioso la causa
delle sventure altri non erano se non le “streghe”, donne sole che magari
conoscevano bene le proprietà delle piante. Poi, quando la scienza e la ragione
prendono il sopravvento, le streghe smettono di fare paura, ma il nuovo
pericolo arriva dall’alto: omini verdi e strani segni nel cielo.
Quindi le storie sono ambientate in Piemonte, ma il
libro diventa occasione di riflessione su temi validi in ogni luogo come la
paura del diverso, il timore dell’ignoto, il fascino dei misteri irrisolti. Perché
saremo anche esseri razionali, ma chi non prova un po' di inquietudine se sente
un alito di vento sul colo, laddove non dovrebbe esserci?
Lo stile è scorrevole e fluido, come una chiacchierata
tra amici. E il libro può essere letto d’un fiato come si leggerebbe un mistery
avvincente, oppure ci si può regalare un racconto alla volta cogliendo gli
spunti di riflessione del Professor Misticotto.

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