Un nuovo caso, un’antica maledizione e un’estate che odora di mistero:
Dante Baldini torna a caccia della verità sotto il sole rovente di Rocca
Tirrenica
C’è una villa affacciata sul mare che nasconde un segreto. E forse una
maledizione. In una torrida notte di giugno, Vittoria Cerami – ultima erede del
celebre pittore Vinicio Cerami – si getta dal torrione medievale di Villa
Monaldi, la sontuosa dimora di famiglia. Una tragedia che viene archiviata in
fretta come suicidio: una lettera d’addio, alcune poesie intrise di malinconia.
Tutto torna. O forse no.
La nuova proprietaria, Ginevra, nipote di Vittoria, scopre che non è la prima
volta: altre donne, in passato, hanno fatto la stessa fine. Lo stesso salto nel
vuoto. Le stesse ombre silenziose tra le stanze d’arte e i corridoi della
villa. È solo una coincidenza? Una suggestione ossessiva? O quel luogo esercita
davvero una forza oscura su chi vi abita?
Smarrita e inquieta, Ginevra teme che la villa possa reclamare anche lei. E
così si affida a Dante Baldini, l’investigatore privato dal passato ingombrante
e dallo sguardo disilluso, che affronta ogni enigma con una malinconica ironia.
Tra poesie inquietanti, segreti di famiglia, personaggi eccentrici come Zelda e
il Geco, e le luci ambigue di Rocca Tirrenica, Baldini si muove in equilibrio
tra indizi e intuizioni, verità e illusione. Un’indagine che lo porterà a
sfidare le ombre della villa. E anche quelle che abitano dentro di lui.
<<Nottata movimentata, poche ore di
sonno, mal di testa e addosso qualche segno delle mie bravate. Passati i
quaranta uno dovrebbe pensarci, ai postumi. Ma ho sempre avuto un brutto
carattere e un discutibile senso dell’ironia. Pessima accoppiata>>.
Ritorna Dante Baldini, ex sbirro ed ispettore privato,
in una caldissima ed afosa estate a Rocca Tirrenica, alle prese con nuovi casi
e in compagnia di personaggi eccentrici che è sempre un piacere ritrovare, come
il Geco con le sue erbe e Zelda, con le sue improbabili passioni.
Un ricco imprenditore si è ritrovato ad essere attore
protagonista, non consenziente, di un porno amatoriale ed ha incaricato Baldini
di trovare il mandante. Tra appostamenti e discussioni non proprio amichevoli
mentre si avvia alla risoluzione del caso, viene contattato da Ginevra Ellerman,
nipote di Vittortia Cerami morta suicida qualche mese prima.
Vittoria Cerami era l’ultima erede di Vinicio Cerami,
noto pittore del luogo, ed era lei stessa appassionata di arte e benefattrice.
Vittoria era una donna sensibile, aveva molti impegni e interessi e stava
preparando una mostra delle opere di Cerami in collaborazione con la Galleria
Civica.
Eppure, una lettera d’addio e tanta malinconia nelle
sue poesie, aveva fatto classificare la sua morte come suicidio. Ginevra,
nipote di Vittoria e ormai proprietaria di Villa Monaldi, la sontuosa dimora di
famiglia, ritiene che le indagini siano state troppo sbrigative, Inoltre,
scopre che oltre a Vittoria, altre donne della famiglia sono morte nello stesso
tragico modo, come se la dimora ne avesse reclamato la vita.
Vittoria ha lasciato solo una lettera d’addio e tante
poesie velate da malinconia.
Questo può giustificare un suicidio? Cosa nasconde
l’antica dimora?
Ginevra chiede a Dante di scoprire cosa è successo davvero
a Vittoria, perché teme che anche lei potrebbe essere una vittima delle ombre
che aleggiano nell’antica villa. Ma niente paura, Baldini non si è trasformato
in un acchiappafantasmi, purtroppo per trovare il male non bisogna scomodare
l’aldilà…
<<Però lei mi ha cercato perché ha
paura di questo posto e vuole sapere da me se questa paura è fondata. Se vuole
che me ne occupi, dovrà fare i conti con una certa dose di scetticismo>>.
Baldini, con sguardo malinconico e tanta sana ironia, affronta
le ombre di Villa Monaldi e quelle che albergano dentro di lui, come un
“ronin”, un samurai rimasto senza padrone che mantiene un suo codice etico e
non ha timore di affrontare le sue paure.
Come in una partita di biliardo Dante Baldini, seguendo
gli indizi e grazie alle sue intuizioni, manderà in buca le palle una dopo
l’altra e scoprirà la verità nascosta tra le mura di Villa Monaldi.
La prosa di Riccardo Bruni è come sempre brillante e
scorrevole, capace di dare corpo e anima ai suoi personaggi e a un luogo, Rocca
Tirrenica, nato dalla sua fantasia ma vivo e pulsante.

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