Ritorno a Breudwyd di Anna Esse
TRAMA

«Tutti abbiamo un’etichetta cucita addosso, non siamo noi a sceglierla, è la società che ce la impone».

Ann Hughes è una donna forte, intraprendente, incasinata, istintiva e avventata.

Dopo aver trascorso gli ultimi cinque anni a Londra, ritorna nella sua città natale, Breuddwyd, una piccola località marittima sulla costa sud del Galles dove ritrova i suoi affetti e un mistero da risolvere: perché tutta la comunità chiama “mostro” il solitario Christopher Davies? Cos’ha mai fatto per meritare tanto odio?

Il senso di giustizia di Ann pizzica, mentre la giornalista che è in lei scalpita all’idea di conoscere la verità: ma sarà in grado di trovarla? E l’intera comunità come prenderà questo suo ficcanasare?

Odio, risentimenti e vecchie ferite che riprenderanno a sanguinare, saranno alcuni degli elementi principali di questa storia dalle tinte noir dove, a volte, l’amore può ferire più di uno schiaffo.

 

RECENSIONE

Review per il blog tour organizzato da @flaviasdiary che ringrazio, insieme all’autrice, per l’opportunità.

<<E’ strano come tutto appare più bello , quando ci si allontana da un posto per qualche anno, , pensò ironica non riuscendo a frenare il senso di nostalgia che quella fragranza le stava trasmettendo. C’è stato un tempo in cui ho davvero odiato tutto questo…>>

Breuddwyd è una località nata dalla fantasia dell’autrice, ma lei la descrive talmente bene che è facile immaginarsi in quel luogo impervio eppure affascinante. Breuddwyd ha spiagge chilometriche sferzate dal vento, scogliere imponenti e paesaggi di rara bellezza. A Breuddwyd tutti si conoscono da generazioni, ognuno può contare sull’aiuto dell’altro, ma è anche una comunità bigotta e pettegola, dove non si possono nascondere dei segreti. Nonostante ciò, ad Ann Hughes la sua città natale è mancata molto ed è felice di ritornarvi dopo cinque anni di assenza, trascorsi a Londra. 

Ann è una donna spontanea, diretta ed istintiva. Proprio questo suo carattere l’aveva portata, cinque anni prima, dopo un grave lutto familiare, a lasciare precipitosamente Breuddwyd. Il suo ritorno non è facile perché la madre e la sorella non hanno ancora del tutto superato la sua fuga e nemmeno lei si è ancora perdonata di averle abbandonate. Al suo ritorno ritrova una comunità ancora più intollerante e chiusa del passato. A fare le spese di questo atteggiamento sono i piccoli ospiti dell’orfanotrofio di Padre Thornton e, in particolare, Christopher Davies, bollato dalla comunità come il mostro e per questo oggetto di scherno e violenze.

<<Non lasciare che gli altri giudichino per te>>. Questa frase di suo padre era per lei un monito di vita. Si sa come funziona nelle piccole città: tutti si conoscono, tutti parlano ed è estremamente facile finire sulla bocca degli altri per una sciocchezza.

Christopher vive nella casa sulla scogliera sulla quale Ann, fin da piccola aveva sempre fantasticato e dopo un’iniziale diffidenza, il suo istinto giornalistico e la sua innata curiosità la portano a voler comprendere le ragioni dell’odio della comunità verso il mostro, che sembra al contrario un uomo pacifico e molto tormentato.

Davvero Christopher si è macchiato del crimine di cui viene accusato?

E perché lui non reagisce alle provocazioni?

Mentre Christopher e Ann si avvicinano sempre più, la giovane viene a trovarsi in una situazione di pericolo che rischia di travolgere anche le persone a lei vicine…

Grazie al blog tour ho scoperto che l’autrice ha dedicato molto tempo al suo libro e questo si vede nella cura che ha meso nelle descrizioni, sia dei luoghi che dei personaggi. Questi ultimi sono ben caratterizzati  tanto che è impossibile non provare sentimenti di simpatia o di ripugnanza nei loro confronti. E vi assicuro che ci sono dei soggetti che io, persona pacifica di natura, avrei preso volentieri a calci…

Invece, ho molto amato Dean e Lucy. Lei “piccola, ma tosta” apparentemente fragile ma determinata e coraggiosa. Lui, con un passato da bullo ma tenero e protettivo verso coloro che ama.

Ritorno a Breuddwyd non è un romance puro ma nasconde un giallo da svelare e tratta temi complessi come il bullismo, la violenza e il rifiuto del diverso. Ma a questi temi negativi, che si incastrano perfettamente nella trama, l’autrice contrappone la resilienza, l’inclusione e la forza dell’amore e della famiglia.

Se cercate una storia che vi faccia non solo battere il cuore ma anche restare in trepidante attesa di un finale mozzafiato, vi consiglio di partire per Breuddwyd.

 



 

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