Un delitto fuori luogo di Lucio Schina e Francesco Cheynet edito Indomitus Publishing

TRAMA

L’Isola del Gabbiano nasconde un segreto, Daniele Negretti dovrà scavare tra le ombre per trovarlo

Roma, primavera 1981. Nel cuore del lussuoso comprensorio Isola del Gabbiano, un’oasi di eleganza nell’Olgiata, un delitto inaspettato scuote il tranquillo quartiere dell’alta società romana. Il corpo di Luigi Mariani, portiere e factotum della palazzina C, viene trovato in un magazzino: un omicidio senza indizi né movente apparente.

Le indagini della polizia brancolano nel buio, intrappolate tra il riserbo dell’aristocrazia locale e un cordone di segretezza che nasconde più di quanto riveli. Chi poteva voler morto un uomo qualunque in un mondo di privilegi?

Angosciata dall’immobilismo delle autorità, la vedova Mariani si rivolge a Daniele Negretti, investigatore privato dal carattere schivo ma dall’intuito affilato, trascinato nel caso dall’amico Luca Viti, scrittore di gialli tanto brillante quanto ficcanaso.

Per Negretti, abituato a piccoli misteri e grandi caffè, questo è il primo, vero caso di omicidio. Tra i vialetti ordinati dell’Isola del Gabbiano e il fascino decadente di una Roma anni ’80 dove il profumo di primavera si mescola a segreti sussurrati, Negretti si muoverà con ironia e tenacia, scavando tra pettegolezzi, rancori nascosti e verità taciute. Riuscirà a ricostruire il puzzle di un delitto che minaccia di scuotere le fondamenta di un mondo apparentemente perfetto?

RECENSIONE

<<Un traffico fastidioso lo obbligò a procedere per lunghi tratti a passo di lumaca, costringendo il motore sportivo della sua Alfa a boccheggiare e a bersi il doppio del carburante>>.

Il libro scritto a quattro mani da Lucio Schina e francesco Cheynet ci porta a Roma nella primavera del 1981, nel cuore dell’Olgiata, dove nel lussuoso comprensorio Isola del Gabbiano viene rinvenuto il corpo di Luigi Mariani, portiere tuttofare della palazzina C. Il delitto appare davvero incomprensibile, nell’elegante e lussuosa oasi in cui vivono i condomini.

Poichè l’assassino non ha asciato tracce né sembra esserci apparentemente un movente, la vedova di Luigi Mariani teme che le indagini vengano presto chiuse, tenuto conto anche della loro modesta estrazione sociale. Così la donna, su consiglio dello scrittore Luca Viti si rivolge all’investigatore privato Daniele Negretti.

Daniele ha un carattere riservato e uno spiccato intuito che lo porta a ricostruire meticolosamente gli ultimi giorni di vita del portiere e a scavare nel suo passato, portando alla luce una storia di ricatti e difficoltà economiche.

Chi poteva volere la morte dell’umile portiere in quell’oasi di privilegi?

Cosa si nasconde dietro la facciata del perbenismo?

Ho apprezzato molto l’ambientazione negli anni Ottanta, che mi ha portato in un mondo in cui per telefonare bisognava munirsi di gettoni e cercare una cabina telefonica. E ci ha ricordato i tempi della lira e dei juke box nei bar…

Ovviamente, anche le indagini vengono condotte da Negretti senza l’ausilio della moderna tecnologia, ma con sopralluoghi, interrogatori, ipotesi e ricerche sul campo. E avvalendosi dell’amico scrittore Luca Viti, intraprendente e ironico. I due costituiscono una coppia di amici ben affiatata a cui mi sono già affezionata.

Lo stile è elegante, i dialoghi ben costruiti e Roma non è solo la cornice della storia ma è essa stessa protagonista, vividamente descritta dagli autori. La trama è ricca di intrecci avvincenti e mi è piaciuta la cura con cui sono descritti i personaggi, anche quelli minori e tutti funzionali alla narrazione.

<<La donna dimostrava un’età indefinita tra i settanta e il secolo di vita, abilmente nascosta dietro uno spesso strato di cerone e una tinta ai capelli color corvino; indossava una vestaglia color cammello che le arrivava fin sotto le caviglie, sfiorando le babbucce nelle quali erano infilati due piedi lillipuziani. Prese un quaderno poggiato su un mobiletto accanto all’ingresso e l’aprì>>-

Commenti

Post popolari in questo blog