TRAMA
In una Roma dove imprenditoria, malavita, informazione
e politica convivono non sempre pacificamente, nessuno può mai considerarsi
veramente al sicuro
In una Roma corrotta e tentacolare, dove potere, malavita e politica si
intrecciano in un abbraccio mortale, l'imprenditore Ascanio Restelli è a un
passo dalla candidatura a sindaco nonostante i troppi nemici. Ma Viola Ornaghi,
inviata a intervistarlo, non si aspettava certo di ritrovarlo morto, con la
gola tagliata e due buchi al posto degli occhi.
Sconvolta, la giornalista perde il controllo e, in preda al panico, richiama
l'ultimo numero sul cellulare: quello del collega Leo Malinverno. Scaltro,
ironico e famoso per le sue inchieste scomode, Leo è l'uomo perfetto per
proteggerla da un effetto domino letale.
Coinvolto suo malgrado, affianca la polizia in un'indagine intricata che svela
una rete criminale sempre più sfaccettata: testimoni che diventano
protagonisti, innocenti condannati al posto dei colpevoli e segreti sepolti
pronti a esplodere. Tra colpi di scena fulminanti, rivelazioni scioccanti e
tradimenti imprevedibili, riuscirà Malinverno a risolvere il caso prima che le
conseguenze possano rivelarsi fatali?
Con "L'inganno dell'ippocastano" Mariano Sabatini dà l'avvio a una
serie thriller noir con un protagonista indimenticabile.
RECENSIONE
Viola smise di sorridere. <<Un
ippocastano?>>
<<Si, ippocastano. L’albero
impostore come lo definisce Primo Levi. Ma cos’hai?>>
<<Niente, niente. Un brutto
ricordo>>.
L’ippocastano è un maestoso albero i cui frutti
ingannano l’incauto raccoglitore perché somigliano alle castagne, ma non sono
commestibili. L’autore ha preso spunto da una poesia di Primo Levi e da qui ha costruito
una trama originale e avvincente.
E’ il primo della serie di libri noir con protagonista
Leo Malinverno, giornalista per passione e detective per scelta. Leo è,
infatti, inviato speciale per il Globo, il nuovo quotidiano di Roma ma è anche
curioso e intraprendente e, per questo, si trova spesso coinvolto nelle
indagini di polizia dell’amico
vicequestore Jacopo Guerci. Leo è scaltro e audace, conosce il valore
dell’amicizia e non ama un certo giornalismo che mira a fare spettacolo
piuttosto che a informare. Ed è un ottimo cuoco!
Viola Ornaghi scrive per il mensile Charme e quella
mattina si era recata all’appuntamento per intervistare Ascanio Restelli, noto
imprenditore romano e prossimo ad annunciare la candidatura a sindaco di Roma.
Giunta nella villa di Restelli, Viola trova l’uomo macabramente
assassinato. Terrorizzata, chiama l’amico giornalista Leo Malinverno.
Leo si ritrova, così, ad avere una notizia da prima
pagina per il suo giornale ma finisce anche per essere coinvolto in un’indagine
che fin dall’inizio si presenta difficile e complessa, anche perché Ascanio
Restelli aveva più nemici che amici. Era stato, infatti, un uomo potente, un
ricco imprenditore e si preparava a fare il grande salto in politica. Tuttavia,
intorno a lui orbitava un mondo corrotto e violento.
Viola Ornaghi è un personaggio sfaccettato che
conosciamo a poco a poco che la storia procede. Appartenente a una ricca famiglia
romana, Viola ha un rapporto complicato con una madre assente ma ingombrante e un
ex marito che non riesce a dimenticare. Leo è affascinato dalla donna e non può
fare a meno di sentirsi protettivo nei suoi confronti.
Intorno a Leo e a Viola, si muove una rete di
personaggi che arricchiscono la trama e la rendono ancora più avvincente. Come
Clara Scialoja, la madre di Malinverno, inflessibile insegnante di greco e
latino o Flaminia Galtiero Pardi, l’enigmatica madre di Viola. Ma anche Carla
Tesei e la giocosa rivalità che la lega a Malinverno.
Segreti sepolti nei salotti della Roma Bene, vecchi
rancori e nuove ambizioni, ognuno sembra nascondere qualcosa, ma è difficile
ingannare Leo che indaga, fa congetture e non si ferma neanche davanti al
pericolo.
E, poi, c’è Roma. Non la Roma da cartolina a cui siamo
abituati, ma una città tentacolare e marcia dove la corruzione e la malavita
avvelenano l’imprenditoria locale, la politica e l’informazione stessa.
La trama, infatti, non è funzionale solo alla ricerca
di un colpevole ma esplora anche temi delicati come quello della famiglia e
dell’essere genitori, non solo da un punto di vista biologico, oltre che il
tema della corruzione a più livelli nella società.
Lo stile è scorrevole, i dialoghi sono realistici e
dinamici e i colpi di scena si susseguono in modo da tenere sempre alta
l’attenzione e la curiosità del lettore.

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