Un lago circondato da
montagne e fitti boschi, tutto è apparentemente immobile in quel paradiso
remoto dell'Alta Ogliastra, in Sardegna. Quando però il corpo senza vita di un
ragazzo travestito da donna viene ritrovato a bordo di un motoscafo che galleggia
nelle acque cristalline, l'incantesimo d'un tratto è rotto.
Sul posto vengono mandate le ispettrici Mara
Rais ed Eva Croce, con un ordine preciso del procuratore generale: chiudere il
caso senza clamore, prima che lo scandalo travolga il fragile equilibrio
politico dell'isola. Al centro dell'inchiesta c'è infatti Daniele Enna,
consigliere regionale e volto emergente della transizione ecologica sarda. Ma
dietro la sua immagine pubblica si nasconde una rete di interessi e ricatti.
Mentre indagano tra menzogne, ambizioni e vecchi
rancori, Mara ed Eva si accorgono che qualcuno sta facendo di tutto per
ostacolarle e proteggere i segreti rimasti sepolti per anni nelle acque del
lago. Ma anche la vita privata delle due ispettrici è sul punto di esplodere:
tra conflitti interiori, dolori mai risolti e scelte impossibili, saranno
costrette ad addentrarsi fino agli abissi delle loro anime, decidendo, stavolta
più che mai, se poter contare fino in fondo l'una sull'altra, proprio quando c'è
chi prova a dividerle ad ogni costo.
Piergiorgio Pulixi torna alle atmosfere potenti
de "L'isola delle anime" con uno dei capitoli più tesi, emotivi e
implacabili della serie di Mara Rais ed Eva Croce. Un thriller dove la verità
ha il sapore del peccato. E dove ogni segreto rischia di travolgere chi osa
scavare troppo in profondità.
<<Non cercare la verità, ti prego.
L’unica verità importante è che ti amo e ti amerò sempre. Fatti bastare questo.
Scappa e cerca di essere felice, mamma>>.
Il corpo senza vita del diciassettenne Michelangelo
Esu viene rinvenuto a bordo di una barca sul Lago di Saruxi, in Sardegna,
nell’Alta Ogliastra. La barca si scopre essere di Daniele Enna, padre e marito
esemplare nonchè ex sindaco di Saruxi e consigliere regionale impegnato a
favorire l’energia eolica nell’isola.
Sul luogo vengono inviate le ispettrici Mara Rais ed
Eva Croce, esperte nella soluzione di casi complessi e delicati, ma soprattutto
perché è un caso da chiudere senza clamore, vista la posizione di Enna.
Fin da subito appare chiaro che non si tratta del
giallo classico: trovare chi ha ucciso e perché. Dietro al delitto di
Michelangelo Esu si intravede la politica corrotta e una rete di scandali e
segreti che, come ciò che nasconde il fondo del lago, non vengono a galla se
qualcuno non rovista attentamente.
Le due ispettrici sono proprio ciò che ci viole per
questa indagine che richiede determinazione e intuito. Ma, insieme ai segreti
di Saruxi, a poco a poco emergono anche i dolori non risolti e celati
nell’animo di Mara ed Eva. E qualcuno cercherà di far leva proprio sulle loro
debolezze per eliminare la debole complicità che lega le due donne.
Le ispettrici Mara Rais ed Eva Croce nella loro
indagine portano a galla i segreti nascosti dietro la bella immagine del paese
accogliente e pieno di fiori, e al contempo emerge anche il loro doloroso
passato e il legame con il vicequestore Vito Strega.
<<Eva e Mara camminavano lungo la
passerella di legno. I loro passi rimbombano nel silenzio della mattina. Il
lago pareva ancora dormire e il cielo era velato, impastato di notte>>.
Pulixi ci porta in una Sardegna maestosa e selvaggia
che non fa da semplice cornice ma diventa parte integrante della storia.
Infatti, intorno agli inquirenti tutto tace, ma allo stesso tempo la natura
sembra urlare tutto il suo sdegno contro l’oltraggio perpetrato dall’uomo per i
suoi interessi personali.
Lo stile è lineare, senza fronzoli, sembra di guardare
le scene di un film. I capitoli sono brevi e hanno come titolo il luogo e il
tempo in cui si svolge la vicenda, così che il lettore possa orientarsi meglio
tra le pagine.
In realtà, il libro fa parte di una serie e nonostante
ci siano riferimenti ai precedenti che permettono di riannodare la storia,
credo che leggerli in ordine permetterebbe di capire meglio i personaggi. Ciò
non toglie che questa lettura mi ha permesso di conoscere un autore che ho
apprezzato molto.
L’unico appunto che mi sento di fare è che in realtà
non c’è la soluzione tipica del giallo classico, certo rispecchia la realtà, ma
io preferisco che, almeno nei libri, i colpevoli vengano puniti.

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