Oggi quarta e ultima tappa del blog tour dedicato al
libro Come un taglio nel vetro di giusi russo edito Narrazioni Clandestine che ringrazio per la
copia.
Grazie a @meandstitch e @matilde.bella23 per il blog
tour.
Oggi un ultimo tema denso di significato e
implicazioni:
Periferia
Come un taglio nel vetro
è un romanzo di formazione e memoria, struggente e luminoso, che attraversa gli
anni ’70 in una Sicilia marginale e selvaggia. Il dipanarsi delle vicende ha
come sfondo la degradata periferia di Borgo Venturi dove, tra una cava che ogni
giorno esplode e case che resistono al tremore e al frastuono, si incontrano a
un tratto le esistenze di due bambine, Anna e Lucia.
Mondi lontani che un destino di sorellanza
unirà fino all’età adulta. Crescere per loro significherà fare i conti con la
povertà, con la fatica quotidiana, misurarsi con lo squallore di una periferia
amata e odiata, e nutrire, contro ogni ragionevole realismo, la speranza e il
sogno.
Un incoercibile desiderio di riscatto
attraversa e innerva l’animo delle due protagoniste. Un sentimento di revenge
volto a superare, una volta per sempre, il senso di marginalità. Quello di
Anna, cresciuta in un orfanotrofio, quello di Lucia, esclusa dall’amore dei
genitori, perché responsabile della morte della sorella gemella. Solo la
musica, in ultimo, si rivelerà salvifica.
Quanto, secondo voi, il
luogo di provenienza può condizionare e/o motivare una persona?

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